Alessandro, da Torino alla natura selvaggia del Sudafrica

“Sono una guida turistica e snake handler registrata in Sudafrica, Botswana, Namibia, Mozambico. Vivo tra Johannesburg e Cape Town, due città completamente differenti tra loro, ma incredibilmente affascinanti. Amo la natura, tanto che la maggior parte del mio tempo libero lo passo nel bush. A un certo punto della mia vita ho deciso di trasformare i miei hobby nel mio lavoro, a essere onesti c’è stato un catalizzatore, la morte di mio padre, che ha sempre, o quasi, vissuto come voleva lui…”

Pubblicato il 04.10.2021

da: Torino
a: Cape Town, Sudafrica

#sudafrica #capetown #torino #scapàdaca #piemontesinelmondo

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Pubblicato il 04.10.2021

da: Torino

a: Cape Town, Sudafrica

#sudafrica #capetown #torino #scapàdaca #piemontesinelmondo

“La mia voglia di evadere dall’Italia risale a molti anni fa, ero piccolo, mio padre lavorava all’estero, ogni volta che rientrava a casa mi raccontava storie incredibili, sovente venivano a casa nostra brasiliani, australiani, sudafricani, iraniani, ecc. Ho sempre pensato che il poter interagire con persone di paesi, tradizioni, culture e religioni differenti fosse un’esperienza unica e meravigliosa. Nel 2000 mi sono reso conto che la vita che stavo vivendo non era più quella che volevo (o forse non lo è mai stata). Sono partito volontario come capo progetto per una ONLUS torinese che costruiva ospedali in Africa (Camerun, Capo Verde, Mozambico) e mi sono trovato a sopravvivere nella mia vita italiana aspettando di partire per 2-3 settimane ogni 4 mesi! Questo mi ha fatto riflettere, ma soprattutto, mi ha fatto prendere la decisione, sicuramente egoistica, di voler vivere una vita differente. Una mattina, aprendo la porta del mio ufficio, mi sono visto proiettato a 20 anni… aprendo la stessa porta, o una simile, e mi sono spaventato e depresso. In due mesi mi ero trasferito definitivamente a Maputo (Mozambico). Stavo attraversando un momento difficile della mia vita, per sopravvivere dovevo seguire i miei sogni, ma ho dovuto lasciare mia figlia. Una scelta difficile che col senno di poi ci ha premiato regalandoci un rapporto complesso ma sicuramente non banale.”

Pubblicato il 06.10.2021

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Pubblicato il 06.10.2021

“Non mi considero lontano da casa: sono a casa. Vivo in Sudafrica perché è qui che voglio vivere. Non penso di tornare a vivere stabilmente in Italia, anche se credo sia difficile dire “mai”. Non mi sono mai sentito veramente a mio agio nel mio paese. Abitavo tra Torino, Moncalieri, Trofarello… ma non riuscivo a stare fermo nemmeno lì! Dell’Italia mi mancano i grissini… la Nutella invece la produciamo in Sudafrica negli stabilimenti Ferrero! 😊 Decisamente non mi manca invece la burocrazia italiana e quella mentalità che ti fa ‘avanzare’ nella tua vita lavorativa solo perché conosci e non perché vali. Non dico che tutti gli italiani siano così, assolutamente, ma nel mio lavoro - in Italia - ne ho trovati molti.”

Pubblicato il 08.10.2021

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Pubblicato il 08.10.2021

“Del Sudafrica amo la sensazione di libertà, la natura e gli orizzonti sterminati. Le persone sorridono e questa è la cosa che più mi manca quando ritorno in Italia. La gente canta, balla, si diverte. L’aspetto sicurezza d’altro canto è la cosa meno positiva dell’Africa in generale. I piccoli furti quotidiani, furti opportunistici, o quelli organizzati, sono il lato peggiore. Vivendoci non ci si fa più caso ed io, forse per fortuna o per attenzione, finora, non ho mai avuto problemi.”

Pubblicato il 21.10.2021

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Pubblicato il 21.10.2021

“L’Italia per i sudafricani è un po’ come ‘La Dolce Vita’ di Fellini, sinonimo di arte, moda, bellezza e bontà! Il Piemonte è conosciuto perché la famiglia Ferrero è molto legata a questo paese, a Cape Town. Molti piemontesi sono emigrati in SA, soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale. Sono arrivati via nave, in terza classe, e negli anni a venire hanno costruito aziende e aiutato a far crescere questo paese. Molti erano dipendenti del dinamitificio Nobel di Avigliana, fatti venire in SA per costruire la dinamite da usare nelle miniere, altri erano avventurieri arrivati a fine Ottocento durante la corsa all’oro (nel paesino di Pilgrim’s Rest ad esempio c’è la tomba di un prospettore di Chieri datata 1885) altri ancora erano biellesi che hanno sviluppato l’industria tessile sudafricana.”

Pubblicato il 22.10.2021

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Pubblicato il 22.10.2021

L'itinerario di questa storia 

Scapà da ca è un progetto di della Fondazione Enrico Eandi, fondazione culturale piemontese dedita alla valorizzazione, divulgazione e promozione del patrimonio culturale del Piemonte.