Laura e Giacomo, dal Piemonte alla Svizzera

“Io e mio marito viviamo a Maggia, un piccolo paese di una valle nella zona del locarnese, nel Canton Ticino in Svizzera. Io abitavo a Cigliano (Vercelli) e mio marito a Gaglianico (Biella).
Non c’è stato un momento preciso in cui abbiamo deciso di venire a vivere qui: eravamo una coppia dal 2008, io avevo 15 anni e lui 19, e fin dai tempi della scuola superiore abbiamo avuto impieghi stagionali in ristoranti e hotel in giro per l’Italia. Nel 2014 abbiamo avuto l’opportunità di lavorare per la stagione estiva in Svizzera e subito siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle maniere con le quali siamo stati trattati: avevamo turni di lavoro da circa 9 ore giornaliere, con due giorni liberi alla settimana, ferie, tredicesima e ore supplementari pagate, eccetera. Insomma, per noi lavoratori stagionali, abituati a non avere orari, pause e giorni liberi è sembrato un sogno! Così abbiamo iniziato a pensare di fermarci a vivere qui.”

Pubblicato il 29.06.2021

da: Cigliano (VC)
a: Maggia (Canton Ticino), Svizzera

#maggia #piemontesinelmondo #cigliano #gaglianico #svizzera #scapàdaca

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Pubblicato il 29.06.2021

da: Cigliano (VC)

a: Maggia (Canton Ticino), Svizzera

#maggia #piemontesinelmondo #cigliano #gaglianico #svizzera #scapàdaca

“Mio marito fa il cuoco e io la cameriera. Durante l’estate 2015, mentre svolgevamo ancora un lavoro stagionale abbiamo iniziato a “guardarci intorno” siccome era da tempo che pensavamo di aprire un ristorante nostro. Nel paese in cui viviamo c’era una signora che gestiva una piccola locanda con otto camere e cercava nuovi gestori, così ci siamo buttati e a novembre è iniziata la nostra avventura! Siccome facciamo un lavoro con il quale siamo molto a contatto con la gente, non è stato difficile conoscere altre persone. Allo stesso tempo, il nostro è un lavoro che ci porta via molto tempo, dunque è difficile avere rapporti sociali al di fuori.
Le persone più vicine a noi sono mia mamma, che dopo aver gestito per 30 anni un bar in Italia con la sua famiglia ha deciso di chiudere e trasferirsi qui (lei lavora in locanda con noi), mio fratello più piccolo che a quei tempi aveva 12 anni ed è venuto a vivere qui con lei e mio papà che attualmente lavora ancora in Italia, ma riesce a venire qui e stare con noi per metà della settimana.”

Pubblicato il 01.07.2021

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Pubblicato il 01.07.2021

“Sicuramente il primo periodo di gestione della locanda è stato il più difficile: oltre a non conoscere gli abitanti del paese, non conoscevamo i lori usi e alcuni giovani ragazzi, invece di aiutarci, cercavano di “sabotarci”. Al contrario adesso che ci conosciamo meglio, tutte le persone del paese ci vogliono bene, nel 2017 dopo esserci sposati in Italia, abbiamo fatto un’altra festa qui in locanda con i nostri clienti e loro ci hanno dimostrato tutto il loro affetto. Anche adesso che aspettiamo un bambino, tutti i nostri clienti ci stanno sostenendo.
Essendo così vicini al Piemonte qui ci sono molti piemontesi, soprattutto frontalieri (che vivono in Italia, ma lavorano in Svizzera).”

Pubblicato il 05.07.2021

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Pubblicato il 05.07.2021

“Oltre al fatto che qui ci sono dei paesaggi stupendi (montagne su cui fare bellissime passeggiate, fiumi limpidi dove fare il bagno credendo di essere al mare, cascate, laghi, eccetera), la cosa che più ci spinge a rimanere qui a vivere è il rispetto delle regole, la difesa dei diritti delle persone (specialmente sul lavoro), l’ordine, la pulizia e la continua manutenzione di ogni paese e città.
Allo stesso tempo tutta questa “precisione” a volte impedisce un po’ alle persone di “aprire gli occhi” e uscire dagli schemi. Ogni tanto sarebbe bello anche qualche strappo alle regole.
Durante il lockdown siamo stati abbastanza bene perché potevamo uscire, ne abbiamo quindi approfittato per visitare luoghi all’aperto che non avevamo mai visto e per prenderci un po’ di tempo per noi, cosa che non ci è stata molto concessa negli ultimi anni con questo lavoro in proprio.
L’unico dispiacere è stato nella difficoltà di poter tornare in Italia a trovare i parenti, perché senza un motivo valido non era facile passare dalla dogana.”

Pubblicato il 07.07.2021

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Pubblicato il 07.07.2021

“Ogni giorno ci chiediamo se tornare a vivere in Italia. L’Italia ci manca, da morire! Ci mancano i paninari, le apericene, il mercato del paese, ma soprattutto ci mancano gli amici e i parenti che abbiamo lasciato. Certo, noi non siamo così lontani e possiamo tornare spesso a trovarli, ma non è la stessa cosa, non è come averli vicini.
Quello che ci spaventa è il fatto che ormai siamo abituati a questo modo di vivere, a questi orari (noi abbiamo un ristorante e solitamente al più tardi i clienti arrivano alle 20.30 permettendoci di non finire di lavorare troppo tardi), a questo stipendio che non ci ha resi ricchi, ma ci fa arrivare alla fine del mese con tranquillità e non con l’acqua alla gola come succedeva in Italia e non vorremmo pentirci di prendere questa scelta. Adesso che aspettiamo un figlio non facciamo altro che chiederci cosa sarebbe meglio per il suo futuro.
Di sicuro del nostro paese d’origine non ci mancano la nebbia, le zanzare, l’umidità e la coda agli sportelli pubblici! Vediamo l’Italia come un posto meraviglioso e purtroppo malgestito per le potenzialità che avrebbe.”

Pubblicato il 09.07.2021

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Pubblicato il 09.07.2021

L'itinerario di questa storia 

Scapà da ca è un progetto di della Fondazione Enrico Eandi, fondazione culturale piemontese dedita alla valorizzazione, divulgazione e promozione del patrimonio culturale del Piemonte.