Vittoria, clarinettista da Gravellona Toce a Tallinn

“Vivo a Tallinn, in Estonia, in un piccolo appartamento ammobiliato Ikea fino all’ultimo pomello di porta. Vivo in Estonia dal 2018, all’inizio per studio, e poi mi sono fermata per lavoro. Sono una musicista classica, nella mia professione è la norma più che l’eccezione fare studi all’estero, e nel mio caso ho avuto fortuna e sono riuscita anche a rimanere qui dopo la laurea magistrale! Per me andare fuori dall’Italia, da quando ho deciso che avrei fatto questo lavoro, non è mai stata una questione di SE, ma solo di QUANDO. Non sapevo dove, ma ero sicura che sarei andata via.

Seguo saltuariamente le notizie e la politica, ma sono molto delusa dalla politica italiana e dalla situazione del mio settore. Per questo non ho molte aspettative rispetto al tornare in Italia. Per quanto riguarda il Piemonte non ci penso in modo specifico, tranne quando controllo i colori delle regioni.”

Pubblicato il 05.11.2021

da: Gravellona Toce (VCO)
a: Tallinn, Estonia

#tallinn #estonia #gravellonatoce #piemonte #scapàdaca #piemontesinelmondo #clarinetto

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Pubblicato il 05.11.2021

da: Gravellona Toce (VCO)

a: Tallinn, Estonia

#tallinn #estonia #gravellonatoce #piemonte #scapàdaca #piemontesinelmondo #clarinetto

“Sono una clarinettista, una dottoranda e mi sto formando anche nel social media marketing. Il mio lavoro principale è il dottorato: il mio Conservatorio offre borse di studio dottorali in ricerca artistica, e nel 2020 ne ho vinta una che mi ha portata a rimanere qui. Faccio ricerca sulle connessioni e i rapporti tra clarinetti antichi e moderni, usando i primi per ampliare le vedute e perfezionare la pratica sul clarinetto moderno. Conduco questa ricerca attraverso la musica di Iwan Müller, un compositore dell’800 di origine estone. Fare un dottorato in performance è qualcosa di quasi sconosciuto in Italia, perché le lauree di terzo livello non sono attive per i Conservatori.
In aggiunta, dal 2020 ho lavorato saltuariamente nell’Orchestra dell’Opera Nazionale Estone, per coprire temporaneamente una posizione lavorativa durante i mesi della pandemia in attesa di poter bandire il concorso in sicurezza. Questo lavoro è capitato per caso, perché uno dei direttori dell’Opera aveva lavorato con me in passato e si era trovato bene, e ha pensato di farmi chiamare.
Nei mesi di lockdown del 2021 ho aperto una pagina Instagram (@il_cv_musicale) rivolta ai musicisti, sulla ricerca di lavoro, la scrittura del curriculum e di altri documenti necessari a studiare all’estero, e i servizi che offro su questi temi.”

Pubblicato il 08.11.2021

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Pubblicato il 08.11.2021

“Qui a Tallinn ho diversi amici del Conservatorio, soprattutto il mio collega di dottorato italiano, e pian piano qualcuno anche in orchestra. Avevo una fortissima rete di amici con cui ho fatto la magistrale, ma quasi tutti erano stranieri come me e sono tornati nel proprio paese una volta laureati. Non ho molti amici stretti estoni, perché in Conservatorio seguivo le lezioni in inglese quindi era più facile fare amicizia con altri espatriati come me, ma vorrei migliorare in questo aspetto. Non ho conosciuto piemontesi qui, i miei amici italiani venivano da altre regioni.

Il mio sogno quando avevo iniziato a suonare era diventare primo clarinetto del Teatro Regio di Torino. Vincere un lavoro del genere al momento è l’unica cosa che mi farebbe tornare in Italia stabilmente. Però non sono neanche sicura di rimanere qui, sono aperta nei confronti del futuro.
Il 2020 è stato un momento difficile, pieno di incertezze ovviamente per tutti ma ancora di più per chi come me stava finendo un percorso di studi, e per di più in una delle professioni più colpite dalla pandemia. Non mi sono pentita di aver passato il lockdown in Estonia, andare in Italia dai miei genitori non avrebbe migliorato la mia situazione, anzi. Sono stati mesi di lotta interiore, di sofferenza, ma anche di lavoro per venire ammessa al dottorato, cosa che poi è successa.”

Pubblicato il 11.11.2021

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Pubblicato il 11.11.2021

“Ci ho dovuto pensare un sacco per scegliere un momento difficile da expat. Mi venivano in mente solo cose scontate, poi mi è arrivato il ricordo: il momento peggiore è stato alla fine del mio primo anno di magistrale. Avevo collezionato un fallimento musicale dietro l’altro, a ogni concorso, audizione, application che avessi fatto. Pensavo che andare all’estero avrebbe significato avere successo, spaccare il mondo, ottenere tutto quello che non avevo ottenuto in Italia, e invece non stava andando così, al contrario. Sembrava una fatica senza senso essere venuta fino quassù.

Un momento felice invece è sicuramente una sera di quello stesso periodo. Ero appena tornata dall’Italia solo per fare un’ultima audizione. Non volevo farla, ma il mio insegnante ci teneva, mi ero preparata tantissimo. Sono arrivata con il volo del pomeriggio, era giugno inoltrato e il sole rimaneva su fino alle undici di sera. Uno dei miei amici era ancora in città e ci siamo ritrovati a bere una birra al parco, sul prato che costeggia il laghetto artificiale. Non pensavo all’audizione, solo al sole serale e a ridere.
Poi l’ho vinta.”

Pubblicato il 16.11.2021

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Pubblicato il 16.11.2021

“Una cosa che adoro dell’Estonia è la digitalizzazione selvaggia di tutto, dalla carta di identità al voto al cambio di residenza. E non la digitalizzazione del portale INPS che ci metto sei ore per fare una cosa semplicissima, ma una digitalizzazione semplice, veloce, intuitiva, snella. Che sogno. Puoi pagare col Bancomat anche alla macchinetta automatica del caffè. Poi il clima estivo è stupendo, quando si degna di arrivare. La natura nella città, Tallinn si sta urbanizzando abbastanza selvaggiamente ma comunque ci sono tanti parchi e zone tranquille, non è ancora una metropoli.
Il buio invernale mi intristisce abbastanza quando arriva, e mi dispiace che l’estone sia una lingua così complicata, che ancora sono lontanissima dall’imparare.

Io abitavo a Gravellona Toce, famosa per essere la fine dell’autostrada. Mi mancano molto gli odori della mia città, d’inverno il mio quartiere sa di caminetti, d’estate di fieno, di piante, non so di cosa ma riconosco subito il profumo e mi fa dire “ecco, sono tornata dove sono cresciuta” quando lo sento.
Non mi mancano l’isolamento, i pochi mezzi pubblici. Gravellona non è certo arroccata sulle montagne ma mi sembra sempre di metterci una vita ad arrivarci e poi ad andarmene in treno.”

Pubblicato il 23.11.2021

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Pubblicato il 23.11.2021

L'itinerario di questa storia 

Scapà da ca è un progetto di della Fondazione Enrico Eandi, fondazione culturale piemontese dedita alla valorizzazione, divulgazione e promozione del patrimonio culturale del Piemonte.