Vittorio, un regista torinese a Bangkok

“Vivo a Bangkok, mi sono trasferito in Thailandia nel 2008 ma prima avevo già passato diversi anni in Inghilterra, inizialmente per studiare e poi per inserirmi nel mondo del lavoro. Sono sposato, con due figli di nove e sette anni. La mia famiglia originaria è di Torino.
Mi sono trasferito per motivi di lavoro, quindi le prime persone che ho incontrato erano per forza di cose colleghi. Con piacere, a distanza di così tanti anni, alcune di queste persone fanno ancora parte della mia cerchia di amici più stretti. Oltre alla mia famiglia e alcuni amici storici che mi seguono da sempre ho notato come, con il tempo, le mie amicizie più forti si siano create con altri italiani. All’inizio cercavo a tutti i costi di abbracciare il mio essere un espatriato aprendomi il più possibile ad amicizie internazionali e interculturali e negli anni ho conosciuto tantissime persone interessanti che indubbiamente hanno aperto i miei orizzonti e la mia visione del mondo. Ultimamente invece ho ricominciato ad apprezzare il piacere della mia lingua madre, della mia cultura di appartenenza e desidero sempre più poterla condividere con altri italiani.”

Pubblicato il 27.05.2021

da: Torino
a: Bangkok, Thailandia

#bangkok #thailandia #piemontesinelmondo #torino #scapàdaca #cinema

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Pubblicato il 27.05.2021

da: Torino

a: Bangkok, Thailandia

#bangkok #thailandia #piemontesinelmondo #torino #scapàdaca #cinema

“Prima del Covid era normale per la nostra famiglia tornare in Italia una o due volte all’anno in modo da passare del tempo con la mia famiglia e immergerci nella lingua e nelle tradizioni. Abbiamo sempre cercato di viaggiare il più possibile e, fortunatamente, una parte della mia famiglia si è recentemente trasferita nelle Valli di Lanzo: i nostri figli hanno avuto ancora più occasioni per respirare la cultura e la tradizione piemontese. In Thailandia cerchiamo di parlare italiano (mia moglie è polacca ed entrambi i miei figli vanno alla scuola internazionale) e leggere libri in italiano. Non è sempre facile. Le ‘Fiabe Italiane’ di Calvino mi hanno aiutato moltissimo a tenere viva l’attenzione dei miei bimbi ma a volte per loro è più semplice comunicare e leggere in inglese.
Sicuramente, in quest’ultimo anno, il fatto di non poter viaggiare mi ha fatto capire che si può vivere felicemente all’estero solo se le proprie radici sono fortemente legate al proprio luogo di origine. Se sai chi sei e da dove vieni puoi vivere ovunque. La famiglia e gli amici di sempre mancano molto ovviamente ma non penso ancora di essere pronto a tornare a casa.”

Pubblicato il 31.05.2021

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Pubblicato il 31.05.2021

“Lavoro in pubblicità. Nello specifico sono regista e mi occupo della realizzazione di filmati pubblicitari per l’intero territorio del Sud Est asiatico. Ho sempre avuto una grande passione per il cinema e dopo il liceo ho studiato Regia in Inghilterra, muovendo i primi passi con la produzione di piccoli videoclip musicali. Quando, dopo qualche anno passato in Italia a lavorare come regista di music videos e pubblicità, ho sentito il desiderio di tornare in Inghilterra, una casa di produzione di Londra mi offrì un contratto di esclusiva per il mercato asiatico essendo alla ricerca di registi per il loro ufficio a Bangkok. La proposta mi incuriosì e decisi di accettare. All’inizio pensavo di rimanere un anno o due al massimo. Alla fine non sono più tornato. Volevo andare all’estero perché pensavo di poter ricevere una formazione migliore e volevo dimostrare di potercela fare da solo, al di fuori di un contesto in qualche modo confortevole e molto soffocante. Inoltre, pensavo che per intraprendere la difficile carriera del regista avrei dovuto espandere i miei orizzonti e le mie esperienze in modo da non rimanere bloccato in un provincialismo che all’epoca mi sembrava molto limitante.

Un’esperienza di lavoro all’estero è consigliabile a tutti ma non come fuga bensì come possibilità di ampliare le proprie conoscenze, acquisire un senso più oggettivo del nostro Paese e, magari tornare per migliorarlo.”

Pubblicato il 01.06.2021

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Pubblicato il 01.06.2021

“La Thailandia è un paese di forti contraddizioni. Nonostante le ovvie differenze culturali, geografiche e storiche, il popolo thailandese mi ricorda molto quello italiano. Nel loro essere un paese fortemente attaccato alla famiglia, gregario e fondamentalmente devoto alla ricerca della soluzione che dia il miglior risultato con il minimo sforzo. Sono un popolo orgoglioso, molto unito e pieno di risorse, che solo recentemente ha iniziato a ribellarsi ad un governo che per anni li ha resi incapaci di formare pensieri completamente liberi. In questo noi italiani siamo più fortunati, e spesso tendiamo a non rendercene conto. Il paese è ovviamente bellissimo e affascinante, ricco di storia e contrasti. Il cibo è buonissimo e non ci manca nulla (o quasi) di quello che troveremmo a casa.

Da un punto di vista culturale dell’Italia mi mancano i concerti, il teatro, i musei e la facoltà di mantenersi aggiornati su cosa succede nel mondo dell’arte e della letteratura, ma anche qui le cose stanno migliorando. Se dovessi dire cosa mi manca del Piemonte direi la neve in inverno, la mia famiglia, gli amici di sempre, le montagne che circondano Torino durante le chiare giornate di sole, il fritto misto, la Basilica di Superga al tramonto. Non mi manca la burocrazia, la politica senza memoria storica, la costante insoddisfazione degli italiani e la mancanza di desiderio, da parte delle istituzioni e dei media, di cambiare il punto di vista. Mi piacerebbe tornare a vivere in Italia da anziano.”

Pubblicato il 04.06.2021

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Pubblicato il 04.06.2021

L'itinerario di questa storia 

Scapà da ca è un progetto di della Fondazione Enrico Eandi, fondazione culturale piemontese dedita alla valorizzazione, divulgazione e promozione del patrimonio culturale del Piemonte.